Un’atmosfera mistica avvolge il comune di Banzi che sorge al centro dell’alta Valle del Bradano, disposta su un’altura sul corso del torrente Fiumarella.

Infinite ragioni possono attirare l’attenzione del visitatore curioso: la storia del borgo, dove si possono ammirare i resti dell’Abbazia benedettina di Santa Maria, la più antica della Basilicata (IX sec.), i numerosi siti archeologici dislocati attorno al paese, come quello risalente al periodo romano su cui sorge un “templum auguraculum” dei primi decenni del I secolo a.C., spazio sacro sul quale i sacerdoti interpretavano i segni divini leggendo il volo degli uccelli.

Ma il nome di Banzi è legato anche alla “Tabula Bantina”, un testo epigrafico su lastra di bronzo in lingua osca con caratteri latini, oggi conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Al nome di Banzi è legata inoltre un’antica sorgente, per quanto non vi sia assoluta certezza della sua esistenza, cantata anche dal poeta latino Orazio, di origini venosine, nella tredicesima Ode del III Libro dal titolo “Fons Bandusiae”.

La storia

La cittadina ha origini antichissime, tanto da essere abitata sin dal IV-VI secolo a.C. come testimoniano i numerosi reperti archeologici provenienti dagli scavi condotti intorno al paese.

Menzionata come “Bantia” da vari autori latini, quali Tito Livio, Plutarco e Orazio, nel suo territorio è stata rinvenuta una vasta necropoli del VI-IV secolo a.C., oltre a tombe e alla “Tabula Bantina” cantata dal poeta latino di origini venosine Orazio. Al periodo romano risale un “templum” augurale databile ai primi decenni del I secolo a.C., si tratta di uno spazio sacro composto da nove ceppi presso il quale i sacerdoti interpretavano il volere divino seguendo il volo degli uccelli.

L’antica città è sorta sull’antico abitato osco-romano e ha mantenuto un ruolo importante anche in epoca tardo-imperiale.

Nel Medioevo Banzi assume valore sacro per la Badia di Santa Maria, una delle più antiche fondazioni benedettine della regione. Nel 1300, con la soppressione della comunità benedettina il monastero passa agli agostiniani e poi ai francescani riformati che, a ridosso della chiesa, costruiscono un nuovo convento.

A Banzi, nel 208 a. C., nel corso della seconda guerra punica, avviene lo scontro tra il condottiero cartaginese Annibale, che avrà la meglio, e i consoli romani Marco Claudio Marcello e Tito Quinzio Crispino.

<Fonte testo Apt>