Calvera, il cui antico nome era “Calabra”, è di origine greca.

Nel 1134 la contea di Chiaromonte, di cui faceva parte, la cedette al monastero di Sant’Elia e poi passò, nei secoli successivi, a vari signori fino a quando nel 1793 entrò in possesso di Donnaperna. Nel 1875 un’estesa frana distrusse buona parte dell’abitato. Nella chiesa Madre sono conservate quattordici tele del ‘600 e del ‘700, fra cui di particolare interesse quella di San Gaetano, la Madonna e il Bambino, attribuita al pittore napoletano Cosenza. Il centro abitato è ancora circondato dai fitti boschi del Tivolo e di Minguzzi da cui si ricava del buon legname. Protettore del paese è San Gaetano i cui solenni festeggiamenti si tengono il 7 agosto.

La storia

La prima traccia di Calvera si ha nel 1053 in una carta geografica greca. Il nome del paese greco significa “bell’aria“. La prima notizia documentata risale all’epoca angioina nel 1280, in questo documento sono riportate tutte le terre della Basilicata.

Documenti più recenti del 1865 dimostrano che molti paesi dalla Basilicata come Cersosimo, Episcopia, Carbone, Chiaromonte, Policoro e Calvera erano stati dominati dai greci, questo a causa delle persecuzioni del VIII secolo. Dopo che l’abolizione dei conventi e dell’abito sacrale si scatenò una migrazione non solo di monaci ma anche di molti laici. I monaci costruirono a Calvera un monastero e influenzando molto la cultura locale. Anche l’economia subì dei cambiamenti, infatti fino agli inizi del 1800 vi era la coltivazione del gesso e del baco da seta, tipiche attività greche.

Nel 1134 Beato Nilo abate del monastero di Carbone comprò il castello di Calvera per 500 ducati dai fratelli Alessandro e Riccardo signori di Chiaromonte. Sono stati trovati i ruderi del castello a pochi chilometri dal centro abitato su una collina.

A Calvera fu costruito dai monaci Francescani un ospizio, è provato da uno stemma in pietra riportante il noto simbolo delle due mani incrociate con al centro in basso la scritta “armis seraficis“, lo stemma fa parte della collezione di pietre scolpite d’epoca della famiglia Mazzilli.

Dopo tre secoli il Castello venne conquistato da Ercole di “San Severino” (considerato il primo barone di Calvera) poi finì all’ultimo erede che fu Francesco San Severino. Nel 1732 il feudo di Calvera fu in possesso del barone Giuseppe Donnaperna, che morì solo un anno dopo, il suo successore fu Giovan Battista ( fratello), governò per nove anni e gli successe la nipote Donna Felice Donnaperna l’ultima Baronessa di Calvera, morì nel 1786 senza parenti successibili.

<Fonte testo Comune Caldera>