Un piccolo e grazioso comune compreso all’interno del più esteso dei parchi italiani, quello del Pollino, questo è Carbone, che sorge sulla sponda sinistra del torrente Serrapotamo.

Ricco di boschi frondosi, di querce e di castagni, il paese della provincia di Potenza è una vera oasi di verde e tranquillità, mentre nel suo centro storico si possono ammirare palazzi nobiliari di pregio, caratteristiche casette, portali in pietra.

Carbone è un intimo paesino di montagna, con il suo centro storico che ha conservato gran parte degli aspetti urbanistici originari.

La storia

Carbone sorge nel Medioevo attorno all’antico monastero basiliano di Sant’Elia, il quale secondo la tradizione sarebbe stato fondato da San Luca Abate, intorno all’anno mille.

Due momenti storici drammatici determinano la notorietà del paese: l’incendio da parte dei francesi (1806), e la ribellione, al momento del plebiscito nazionale (1860), con il conseguente rogo delle urne per il voto. Un gesto, questo, che l’anno successivo porta alla fucilazione di alcuni giovani.

Il patrimonio culturale

Puntellato da diversi edifici nobiliari di pregio, come Palazzo Castello, Palazzo De Nigris e Palazzo Castronuovo, il borgo antico è decorato anche da pregevoli portali litici, dimore gentilizie e graziosi vicoli e caratterizzato da case in pietra.

Da non perdere sono inoltre la chiesa madre (XVI sec.) intitolata a San Luca Abate.

Edificata nel 1050 conserva alcune tele di scuola napoletana del 1600, un reliquario d’argento del XVI secolo e alcuni oggetti recuperati dal monastero distrutto. Nella cappella dell’ex convento di San Francesco, poi, si possono ammirare affreschi del 1700 e una tavola raffigurante la Madonna con i Santi del 1500. Edificata nel 1547 e dedicata alla Santissima Vergine dell’Annunziata, la chiesa del convento conserva numerosi quadri e statue lignee.

 

 

<Fonte testo Apt>