L’origine del nome del paese è alquanto arcaico e deriva dal termine “Epis Kopia” che significa vedetta, infatti l’antico casale si ergeva su uno sperone roccioso difficile da assediare.
Non si hanno notizie precise sulle sue origini, certo è che sorse in epoca medievale dietro l’opera di alcuni monaci basiliani, anche se si ritiene che la zona sia stata popolata da coloni greci provenienti dallo Ionio.

Nel dominio del territorio nel corso dei secoli si sono susseguiti vari signori: appartenne come contea alla famiglia Sanseverino, poi passò al dominio dei Marchesi della Porta ed infine fu sotto il controllo della famiglia Brancalassi. L’economia di Episcopia è relegata al comparto agricolo, con coltivazioni di ulivi e viti, ed allevamenti bovini, suini ed ovini, mentre le aziende sono limitate alle produzioni edili, metallurgiche e del legno.

Storia

Quasi certamente Episcopia fu fondata da coloni greci che risalirono il corso del Sinni, provenienti o dal Golfo di Taranto o da Metaponto.  Nel corso dei secoli fu feudo di vari signori sino a quando dai Sanseverino venne venduto ai Della Porta i quali a loro volta, dopo avervi avuto incardinato il titolo di marchesi vendettero il feudo “retinenti titulo alla famiglia Brancalassi. Il titolo di Marchesi di Episcopia finì per successione nella famiglia Amalfitani di Crucoli a seguito del matrimonio di Regale, ultima della famiglia della Porta con Nicola 6º Marchese di Crucoli. Il Patrono del paese è San Nicola.

Il patrimonio culturale

Il primo impatto, nel centro storico di Episcopia, si ha con il castello, del quale sono subito evidenti due torrioni contrapposti, uno di forma cilindrica e l’altro di forma quadrangolare.

L’originaria costruzione del fabbricato si può far risalire all’epoca longobarda. Per la sua posizione, posto su un elevato sperone roccioso, il maniero regala al visitatore un’ottima veduta su tutta la valle sottostante.

Ai tempi di Federico II di Svevia il castello ha subito, tra gli altri, interventi di modifica che hanno portato al riutilizzo di una torre e alla ricostruzione dell’altra, ma il complesso ha subito interventi anche per volere degli angioini.

All’ingresso della struttura, che poggia su un camminamento costituito da un’ampia gradinata a sua volta sorretta da una struttura ad arcate, sul maestoso portale si lasciano ammirare affreschi raffiguranti uno stemma, composto da un guerriero ed un rettile, mentre proprio in cima alla stessa gradinata, ai lati del grande portone, si distinguono i supporti del ponte levatoio.

<Fonte testo Apt>