Luogo ricco di storia e leggenda, circondato da boschi e terre fertili, finestra su paesaggi indimenticabili, Forenza sorge nel cuore del Vulture, su una collina nella valle del Bradano, a nord dell’Appennino Lucano.

Il colle su cui è adagiato il delizioso centro abitato della provincia di Potenza domina l’intera valle ed è denominato “Balcone delle Puglie”, perché da qui si può ammirare, oltre al Monte Vulture, il panorama del Tavoliere delle Pugliese, fino al Gargano. Una volta in paese è subito evidente, nelle architetture, la successione delle diverse epoche di costruzione che hanno interessato il paese.

Strade irregolari e strette accolgono il visitatore, i cui tratti rimandano alla cultura contadina del borgo, dove sensazioni uniche sono vivibili attraversando i vicoletti ora chiusi ora panoramici sul territorio che circonda Forenza.

La storia

In una sua Ode (IV, Libro III) il poeta latino Orazio, nato a Venosa, nel cuore del Vulture, canta l’“Umilis Ferenti”, “situata in pianura”. L’affascinante storia del paese della provincia di Potenza, però, è più complessa…

Per quanto si possa dire che il paese del Vulture abbia ereditato il nome dell’antica Forentum romana, occorre sottolineare che l’attuale centro abitato non è quello cui fa riferimento il poeta lucano, dal momento che esso è sorto in un luogo poco distante dall’antico sito. Forentum, in realtà, era una colonia sannita, in seguito caduta sotto il dominio romano per mano di Fabio Massimo, il Temporeggiatore.

All’epoca, la colonia era ubicata su una strada che collegava Venusia a Bantia e Acheruntia. Poiché non erano in grado di difendersi dai frequenti attacchi esterni, gli abitanti di Forentum costruirono un nuovo centro abitato su una collina non molto distante, e che corrisponde proprio all’attuale Forenza.

La cittadina ha subito diverse dominazioni, bizantina, prima, longobarda, poi – periodo questo cui risale l’edificazione del suo castello, collocato al centro del pianoro, oggi Piazza Regina Margherita, di cui però non è rimasto nulla -. Diviene quindi feudo dell’impero normanno, subisce la dominazione angioina, per essere poi affidata al principe Giovanni Caracciolo e, in seguito, agli Asburgo, i quali la cedettero alla famiglia Doria, signori di Melfi.

La storia di Forenza, però, è avvolta da un alone di mistero che, secondo la tesi dello storico Mario Moiraghi, collocherebbe la nascita di Ugo De Pagani (1118), fondatore dell’Ordine dei Templari, di cui fu il primo Gran Maestro, proprio nel comune del Vulture. Questa tesi dunque ambienterebbe l’origine dell’ordine cavalleresco in Italia, o meglio, in Basilicata, e non in Francia.

Proprio per non tradire la storia, ogni anno il 16 agosto a Forenza si tiene la rievocazione “La Leggenda dei Templari, Ugo dei Pagani e la sfida del mito A.D. 1118”.

Il patrimonio culturale

Perdersi tra i vicoli di Forenza, ora chiusi, ora aperti, può essere un’esperienza affascinate, ma l’intero borgo è un prezioso scrigno che si schiude agli occhi del visitatore.

I resti di quelle che una volta erano le mura angioine (XIII sec.), le torri e i terrazzamenti ancora inglobati negli edifici conferiscono al paese un’atmosfera incantevole che avvolge Salita Calvario, lungo via dell’Arco, vico Tre Santi, via Tre Santi, fino a Corso Umberto I.

Avventurandosi poi nel centro storico, percorrendo via Roma, si incontra la Casa Contadina, che ospita una delle più singolari collezioni etnografiche della nostra regione.

Di straordinaria bellezza è il prezioso patrimonio sacro consistente in diverse chiese, alcune delle quali, come quelle di San Nicola, dell’Annunziata e del Crocifisso, ospitano una mostra itinerante che attesta la splendida stagione artistica che ha interessato Forenza tra XVII e XVIII secolo.

<Fonte testo Apt>