Un pittoresco paesaggio circonda il paese di Garaguso, uno dei “Borghi autentici d’Italia”, che si lascia osservare tra alte colline in posizione dominante sull’alto corso del torrente Salandrella-Cavone.

L’antichità del paesino è testimoniata dal ritrovamento di alcuni reperti archeologici risalenti all’epoca greca.

ll moderno centro abitato sorge proprio sul sito dell’insediamento antico che rimanda al Neolitico, epoca cui risalgono alcuni reperti raccolti sotto il livello della necropoli arcaica nella villa comunale mentre, non molto distante, in località Ulivi del Duca, giacciono i fondi di capanna riconducibili all’Eneolitico e, in località Ponte del Diavolo, sono stati ritrovati i resti di un altro insediamento, con ceramiche appenniniche, della media Età del Bronzo.

La storia

Nel periodo feudale Garaguso appartiene ai Sanseverino e, successivamente, distrutto dal terremoto del 1694, viene ricostruito dai Revettera di Salandra

Dal territorio provengono importanti reperti archeologici che documentano una cultura indigena dall’età del ferro fino al V secolo a.C. e alla successiva ellenizzazione.

Nel 1861 le bande dal brigante rionerese Carmine Crocco, dopo Accettura raggiungono Garaguso.

Particolarmente conosciuto è il tempietto marmoreo “Heroon”, noto come “Tempietto di Garaguso”, rinvenuto agli inizi del ‘900 in contrada Dilera e oggi conservato in una teca del Museo Archeologico Provinciale di Potenza.

Nel centro storico di Garaguso si percepiscono surreali atmosfere e si odono echi dal passato che risuonano nei risultati di indagini archeologiche testimoni della presenza del paese già in età preistorica.

Il patrimonio culturale

Il bel Palazzo Revertera, con loggiato a tre arcate, è il fulcro dell’abitato. Nei dintorni dell’edificio sono stati rinvenuti diversi reperti archeologici di epoca preistorica e greca, oggi conservati all’interno del Museo archeologico provinciale di Potenza.

Qui, ad esempio, è custodito il cosiddetto “Tempietto di Garaguso”, si tratta di un piccolo tempio, in scala e perfettamente proporzionato, venuto alla luce insieme ad una dea seduta e della stessa composizione. Entrambi sono databili intorno alla prima metà del V secolo a.C.

<Fonte testo Apt>