Latronico è la “città del benessere” dove sgorgano limpide sorgenti di acque termali, in località Calda, preziosa risorsa che rende il paese un luogo da scoprire assolutamente! Il paesaggio è reso suggestivo anche dai “calanchi”, vere e proprie barriere naturali che proteggono parte del centro, oltre che dagli splendidi panorami offerti dal Parco Nazionale del Pollino, in cui il comune ricade.

Il centro storico di Latronico, attraversato da caratteristici vicoli, ha mantenuto la struttura originaria in cui è compreso il primo nucleo abitativo, articolato intorno alla chiesa di San Nicola. Il paese è noto anche per la lavorazione artigianale della pietra grigia grazie alla presenza, sulla mole rocciosa del Monte Alpi, alle cui pendici sorge il paese, di giacimenti di pirite, marmo, quarzo, talco e alabastro bianco plasmati da esperti scalpellini del posto fino a creare portali, statue, acquasantiere e altari, che si possono ammirare per le strade e nelle chiese del paese.

La storia

Per quanto le informazioni relative alle origini dell’attuale centro abitato di Latronico siano molto incerte, ricerche archeologiche hanno provato l’esistenza di un insediamento di una comunità di origine enotria in quella che oggi è denominata “Colle dei Greci”. In realtà la presenza di insediamenti umani in questo punto del territorio lucano risale fin dal Mesolitico e tracce di una comunità di uomini primitivi sono state rinvenute nelle Grotte di Calda, proprio nei pressi delle sorgenti di acqua termale.

Non c’è chiarezza sulle vicende storiche di Latronico nel periodo compreso tra III secolo a.C. e XI secolo, finché nel 1063 il nome del paese compare per la prima volta in un documento. Nel corso del tempo Latronico è feudo di Cola di Jonata, dei Sanseverino, dei Palmieri, dei Corcione e, poi, dei Gesuiti, quando espulsi questi ultimi dal Regno di Napoli (1767), passa al Demanio.

 

Il patrimonio culturale

Visitare Latronico vale la pena per diverse ragioni, tra tutte per la presenza, all’interno del parco termale, in località Calda, dell’opera dal titolo “Earth Cinema”, “Cinema di Terra”, dell’artista Anish Kapoor, all’interno della zona verde del complesso termale in località Calda.

L’opera rientra nell’ambito del progetto “Artepollino un altro sud: le nuove forme d’arte” ed è finalizzata a portare idealmente gli sguardi dalle antiche acque fino al monte Alpi, alle cui pendici Latronico sorge. Composta di cemento, essa è rappresentata da un taglio scavato nella terra, all’interno della quale è possibile entrare attraverso i due lati, dando così la possibilità, lungo un’ampia feritoia, di affondare lo sguardo nelle viscere del terreno circostante.

Una volta raggiunto il centro storico di Latronico, si è rapiti dalle caratteristiche stradine tortuose e dai tanti portali in pietra grigia lavorata artigianalmente e proveniente dai giacimenti presenti sul monte Alpi. Fregi floreali e animalistici, molti dei quali con bassorilievi con su incisa la data di realizzazione, decorano questi portali, espressione di un artigianato locale di valore.

Non tradiscono l’interesse del visitatore i palazzi storici appartenuti a famiglie nobili del posto, tra tutti spicca Palazzo Arcieri, per il portale con stemma nobiliare, volute e una rosta in ferro battuto, ma anche per il cortile interno. Affaccia sulla piazza principale, poi, Palazzo Gioia con un notevole portale in marmo bianco.

<Fonte testo Apt>