Nova Siri è un piccolo caratteristico borgo di circa 6500 anime della Basilicata.  Sorge a 355 m s.l.m. nell’estrema parte sud-orientale della provincia di Matera, ma già addossato al confine calabrese, trova la sua prima dislocazione storica adagiato su di una collina, dove è possibile ammirarne ancora il suggestivo centro storico, ma nel tempo il centro abitato si è ingrandito molto, spostandosi decisamente, soprattutto negli ultimi tempi, verso il litorale, dove ha avuto modo di svilupparsi un fiorente turismo estivo grazie al fascino del mare stupendo della costa.
Il territorio marittimo comprende una fascia costiera estesa per circa tre chilometri, che si affaccia sul golfo di Taranto, facente parte del mar Ionio, nel territorio comunale si ha la presenza delle foce di alcuni brevi torrent

La Storia

La posizione del centro antico (castello) evidenzia una precedente funzione di avamposto militare e civile forse di origine romana o, più probabilmente, bizantina, a presidio delle coste ioniche, durante l’età delle scorrerie dei saraceni, la cui funzione è attestata dalla torre cavallara presente sulla costa.

L’antico nome Bollita  venne abbandonato in favore della denominazione attuale per la presenza in questo territorio, attestata da Strabone nella sua opera Geografia, della città di origine greca Siris.

Successivamente, fra il XIV e il XVI secolo fu feudo della famiglia spagnola Sandoval de Castro, il cui più famoso esponente fu don Diego Sandoval de Castro, amante della contessa Isabella Morra, figlia del conte Morra signore di Favale (antica denominazione di Valsinni).

Fu culla della famiglia Settembrini (il cui palazzo gentilizio si trova nella zona Porticella, antica denominazione del quartiere orientale della cittadina) che, trasferitasi a Napoli agli inizi del XIX secolo, diede i natali al patriota e scrittore Luigi Settembrini. La cittadina nella seconda metà dell’Ottocento fu centro di un gruppo risorgimentale affiliato alla giovine Italia di cui un esponente fu Pietro Antonio Battifarano, che partecipò all’impresa garibaldina arruolandosi, presso Capua a un reggimento di camicie rosse.

<Fonte testo Apt>