È la “città bianca”, per il suo manipolo di candide casette dai tetti rossi tutte allineate su lunghe file che costituiscono la rarità urbanistica del suggestivo rione Dirupo, incluso nell’elenco delle “100 Meraviglie d’Italia da salvaguardare”.

Intorno a Pisticci si dipanano meraviglie naturalistiche argillose, tipiche di questo tratto del territorio lucano, i Calanchi, che conferiscono ai paesaggi un’atmosfera intima e lunare. Queste misteriose scanalature fanno da cornice all’abitato del paese che, a forma di “S”, sembra disegnare un anfiteatro naturale posto su un’altura.

Un esteso arenile e acque poco profonde, adatte ai bambini, fanno delle spiagge di Marina di Pisticci un ideale luogo di vacanza per famiglie che possono godere inoltre della circostante natura incontaminata tipica della costa ionica.

La storia

Molti aspetti significativi contraddistinguono la storia di Pisticci, a partire dalla presenza di diverse necropoli che testimoniano la presenza dei primi insediamenti nel territorio nel X secolo a.C., ad opera degli Enotri, mentre, successivamente, l’area della costa ionica viene colonizzata dai greci.

A Pisticci tra V e IV secolo a.C. opera il Pittore di Pisticci, considerato il primo ad aver adottato nelle colonie della Magna Grecia la pittura a figure rosse per la decorazione dei vasi. Oggi molte delle sue opere sono custodite presso il British Museum di Londra.

Pisticci subisce la dominazione romana, successivamente il feudo costituito dai normanni passa dai Sanseverino, agli Spinelli, dagli Acquara e ai De Cardenas.

Un evento nefasto del passato ha segnato inevitabilmente il presente di Pisticci: la nevicata del febbraio 1688, in seguito alla quale sono sprofondati i rioni Casalnuovo e Purgatorio. Avendo la popolazione rifiutato l’ipotesi che l’abitato venisse spostato più a valle, sullo stesso terreno della frana vennero costruite 200 casette in filari, tutte uguali e bianche: le “casedde” del nuovo rione Dirupo, a ricordo della frana.

Il patrimonio culturale

Palazzi storici, torri difensive e antichi rioni fanno della “città bianca” di Pisticci uno scrigno di preziosi gioielli da ammirare e preservare.

Dei suoi numerosi rioni colpisce, per la rarità urbanistica che lo contraddistingue e per la storia che si cela dietro le sue “casedde”, il “Dirupo” anticamente noto come Casalnuovo. Sorto a seguito della rovinosa frana del 1688, continuò ad essere abitato dalla popolazione che non volle trasferirsi a valle.

Bellissime, di giorno per il contrasto tra il bianco delle loro facciate e l’oro dei raggi del sole, e di sera per la suggestiva illuminazione che le avvolge, le tipiche casette bianche sono allineate seguendo un’architettura semplice e spontanea. Sulla parte più alta e antica dell’abitato svetta invece il rione “Terravecchia”, dove si possono ammirare il castello di epoca normanna, di cui resta solo la torre quadrata, l’antica porta del paese, la chiesa madre e numerosi palazzi gentilizi.

Tra gli edifici storici spicca Palazzo De Franchi, in stile rinascimentale, caratterizzato da un loggiato a quattro arcate a tutto sesto e un imponente portale in blocchi di pietra bianca. Degno di nota è anche il cinquecentesco Palazzo Giannantonio, oggi sede del comune. Completato nel 1695, esso si distingue per l’interessante portale monumentale con cancello in ferro battuto intarsiato e la corte interna.

<Fonte testo Apt>