Nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, San Chirico Raparo è un paese molto suggestivo.

Gli stretti vicoli e le piccole piazze su cui domina la Torre San Vito, ma anche gli angoli più intimi del centro storico, lo rendono un piccolo gioiello che spicca su uno sperone di roccia che domina l’alta valle del torrente Ravanello.

Ad impreziosire il comune del Potentino sono anche le affascinanti risorse paesaggistiche e ambientali, tra le quali si distinguono la sorgente del torrente Trigello, il cui corso d’acqua che scompare in autunno e riappare in primavera, e boschi verdeggianti come quello della Sella del Titolo, ideale per passeggiate ed escursioni appassionanti.

La storia

Il paese è appartenuto a diverse e notevoli famiglie: dai Sanseverino ai Carafa, dagli Spinelli ai Pignatelli di Marsiconuovo.

Attorno all’origine del paese sono state formulate due ipotesi, l’una riconduce alla antica città di Polisandra, in località Noceto, l’altra, la più accreditata, rimanda alla fondazione dell’abbazia basiliana di Sant’Angelo, ai piedi del monte Raparo.

Il primo nucleo abitativo risale all’epoca angioina e si sviluppa intorno ad un fortilizio scomparso poi a causa del sisma del 1857. Alla metà del 1700, San Chirico si presenta come un centro basato sulla produzione di manifatture tessili, esiste infatti notizia di un laboratorio dedicato proprio alla tessitura del cotone e della ginestra.

Il patrimonio culturale

Al centro antico di San Chirico Raparo si accede percorrendo la salita di via Duomo, ritrovandosi così dinnanzi ad una serie di architetture interessanti e ai segni del suo passato, come i ruderi del castello.

Tra gli edifici storici si possono ammirare Palazzo Ferrara costruito nel XIX secolo e caratterizzato da un notevole portale in pietra, e l’interessante Palazzo Barletta, in cui sono conservati arazzi e mobili d’epoca.

Non molto distante dalla Cappella Sant’Antonio, che affaccia su via Durante, ecco Casa Simonetti, degna di nota per l’importante raccolta di vasi apuli databili tra IV e III a.C. e di monete antiche che conserva al suo interno. Passeggiando lungo il centro antico non lascia indifferenti il percorso della cosiddetta “via delle Catacombe”.

<Fonte testo Apt>