Tolve è uno dei principali centri di spiritualità della Basilicata e delle regioni limitrofe per l’intensa devozione alla figura di San Rocco, venerato il 16 agosto e il 16 settembre.

Il paese, così, è meta di migliaia di pellegrini che ogni anno, per lo più a piedi, raggiungono il santuario diocesano dedicato al santo taumaturgo. Nel suo nome sono stati strutturati anche i “Percorsi Rocchiani”, rete di itinerari che tra natura e spiritualità conducono al santuario da vari punti del territorio lucano e delle regioni limitrofe.

Centro gotico e poi longobardo, successivamente conquistato dai Normanni, il paese di Tolve si presenta appollaiato su uno sperone arenario e tutt’intorno è circondato da alti monti ricoperti di boschi popolati da diverse specie animali come il lupo appenninico e il cinghiale. Il paese presenta tratti tipici del borgo-fortezza tra i resti del castello e l’Arco delle Torri, inserito nella cinta muraria.

Non molto fuori dal paese il paesaggio è puntellato dalle cantine con caratteristici portoncini colorati, dove ancora oggi viene lavorato e conservato il vino secondo la più antica tradizione.

La storia

Tracce di villaggi neolitici (2800-2500 a.C.) sono stati rinvenuti alle falde del monte Moltone e in località Magritiello, nel territorio di Tolve.

Ma la presenza umana si fa più interessante, tra il VII e il IV secolo a.C., a quest’ultimo periodo in particolare risalgono le ville del Moltone e di piana San Pietro.

Nella fase medioevale a Tolve si ravviva quello che è l’attuale abitato e all’interno del borgo si sviluppano numerose abitazioni e botteghe artigiane, oltre alla sua caratteristica di centro agricolo-pastorale-artigiano conservato riconoscibile ancora oggi.

Negli usi e nelle tradizioni della città resta indelebile il segno della dominazione longobarda, ma non da meno sarà quella normanna, cui si deve la fondazione del castello, non più esistente.

<Fonte testo Apt>